Ogni libro ha la
sua storia.
Ogni libro è una storia.
E se non fosse una sola ma cento, mille, infinite storie?
da: In Possibile, di Elisa Anfuso e Egidio Liggera
38 pagine, cm 11,5 x 11,5 - Contenitore
cm 35 x 50 - Origami di carta e stampa digitale
Opera presentata a: Aspettando la
Biennale del Libro d' Artista - 2009 - Palazzo
Merolla, Napoli
Ogni libro ha la sua storia. Ogni libro è una storia.
E se non fosse una sola ma cento, mille, infinite storie? Infinite combinazioni di un puzzle “magico” i cui pezzi coincidono sempre, comunque li si incastrino.
Diciotto immagini, tra fotografie e dipinti, si mescolano ad altrettanti frasi, frammenti di più racconti, che sono in fondo un solo racconto: la Vita.
Inizia così il gioco. E cos’è la Vita se non un gioco di possibilità?
Gioco di “se fosse”, “se casomai”, di decisioni da prendere e combinazioni casuali, di storie che si incontrano e si mescolano. Da qui la scelta del titolo: In Possibile. Si gioca anche con le parole, le consonanti.
Nulla è impossibile. Tutto è possibile e le possibilità sono infinite. E per ogni possibilità, infinite nuove se ne aprono.
Un libro quindi che non vuole limitarsi a raccontare una storia ma semplicemente a fornire indizi, suggestioni, possibilità appunto. Un libro che non vuole avere un ordine né pagine numerate, un libro da creare ancor prima di leggere, un input per il fruitore a scegliere, manipolare, fantasticare, a dar vita al “suo” libro. Un libro sempre nuovo, che chiede di essere riletto infinite volte, ansioso di svelare infiniti volti.
Ognuna delle immagini scelte ed inserite è già una storia. Storie di sogni, desideri, sconfitte e rinascite, solitudini e attese, di partenze, ritorni, o di chi non ha il coraggio di andare. Nessun finale. Anche qui tutto è possibile. Ci sono storie che finiscono bene altre no.
E’ il gioco. E’ la vita.
Ma nel gioco delle possibilità è bello pensare che si può sempre ricominciare e reinventare la storia. E’ bello pensare che ci sia un’altra possibilità.
Infine, un libro senza copertina. O meglio, con una copertina speciale, di origami. Una gru di carta che spiegando le grandi ali, svela le sue pagine ed apre la danza dei racconti. La gru, si legge in apertura, “simboleggia la vita che reclama il suo esistere, si libera da ogni legame e sceglie comunque il suo volo. Semplicemente sceglie di darsi una possibilità.”
Del resto, in un' epoca in cui tutto sembra star dentro quell’enorme contenitore chiamato web e il libro rischia di diventare solamente un oggetto, peraltro obsoleto, è sembrato piacevolmente doveroso dargli ancora la possibilità di aprire la via per nuovi mondi e farci volare con una rinnovata fantasia.
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